Chi valuta un weekend e chi valuta di trasferirsi tre mesi non decidono allo stesso modo, e il sistema è costruito su questa differenza.
I social media sono il punto in cui il borgo si fa conoscere: paesaggio, sentieri, stagioni, le persone che ci vivono e gli artisti che passano dalla Casa Bellani. Allo stesso tempo questi canali tengono vivo il legame con i residenti e con chi il borgo lo conosce già. I creator li abbiamo scelti per profilo e non per seguito — chi racconta la vita da remoto in prima persona e chi lavora nell’arte — perché parlano ai due pubblici che ci interessano.
Da lì si arriva al sito web, dove la differenza si vede. Il visitatore trova quello che serve per organizzare una visita; chi sta pensando di venire a lavorare da qui ha una sezione sua, Vivere e lavorare a Pignone, che risponde alle domande che si fa davvero — la connessione, i servizi, il costo della vita, cosa si fa quando si chiude il computer — e da cui lascia un contatto.
Cambia anche il ritmo. Una visita si decide in pochi giorni; trasferire il proprio lavoro in un borgo di 514 abitanti richiede mesi e fiducia. Per questo i contenuti sull’holiday working girano tutto l’anno e non solo in stagione, e la newsletter tiene il filo con chi ci sta pensando.
I contenuti prodotti per i social media tornano poi sul sito e sul blog, dove presidiano ricerche che nessuno sta coprendo — lavorare da remoto in Liguria, borghi per smart working — e che valgono più della parola “Pignone”.